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West Nile Lazio, tavolo tecnico al Santa Maria Goretti di Latina

da | 13 Ago 2025 | Salute-Benessere

Foto: Regione Lazio
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Regione, istituti e Asl fanno il punto su sorveglianza, interventi e coordinamento sul territorio. Prosegue il lavoro della Cabina di regia regionale con approccio One Health.

Proseguono senza sosta le attività di sorveglianza e monitoraggio per prevenire e contenere la circolazione del West Nile virus nel Lazio. Il lavoro coinvolge ospedali e pronto soccorso, Comuni, Medici di Medicina generale e veterinari, sotto il coordinamento della Cabina di regia istituita dalla Regione Lazio insieme alla Direzione regionale Salute, al Centro regionale del sangue, all’INMI L. Spallanzani, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) e alle Asl interessate.

Il tavolo tecnico a Latina

Nell’aula magna dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina si è riunito oggi il tavolo tecnico con la direttrice generale della Asl, Sabrina Cenciarelli, i rappresentanti della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria della Regione, del Ministero della Salute, dello Spallanzani – IRCCS, dell’IZSLT e la sindaca di Latina Matilde Celentano, in qualità di presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità. L’incontro rientra nel percorso di coordinamento regionale per rafforzare la risposta di sanità pubblica con un approccio One Health, che integra salute umana, animale e ambiente.

Le dichiarazioni

Cenciarelli ha ricordato che la diagnosi precoce del primo caso registrato al Santa Maria Goretti il 14 luglio è stata possibile grazie alle professionalità della Azienda sanitaria e all’immediata applicazione del Piano regionale di sorveglianza delle sindromi neurologiche di sospetta origine infettiva, sottolineando la rapida attivazione di una task force multidisciplinare e il raccordo costante con Comuni, Consorzio di bonifica e autorità locali.

Per lo Spallanzani, Francesco Vairo (Seresmi) ha evidenziato l’impegno su virologia, clinica ed epidemiologia: il laboratorio ha effettuato centinaia di test e sono stati formati centinaia di medici di medicina generale, pediatri e specialisti. Il sistema di sorveglianza regionale sta funzionando molto bene, consentendo di monitorare i pazienti a rischio di forme neurologiche e di guidare gli interventi di controllo del vettore.

Il commissario straordinario dell’IZSLT, Stefano Palomba, ha rimarcato il valore del coordinamento multilivello: solo unendo le competenze si può ridurre la circolazione del virus e proteggere la salute. Prevenzione, monitoraggio e intervento rapido restano essenziali, in una reale visione One Health.

Misure raccomandate alle Asl

  • Sensibilizzazione dei professionisti sanitari (medici di famiglia, pediatri, medici dell’emergenza e del territorio) e dei veterinari, con supporto clinico e di laboratorio.

  • Disinfestazioni mirate nei focolai larvali di Culex pipiens entro un raggio di 200 metri dai luoghi di sospetta circolazione virale.

  • Informazione ai cittadini su prevenzione delle punture e collaborazione per eliminare i focolai larvali.

  • Considerare la diagnosi di West Nile nei pazienti con febbre di nuova insorgenza senza causa evidente.

  • Sorveglianza su equidi: visite cliniche e controlli sierologici straordinari negli allevamenti intorno ai focolai sospetti o confermati.

Dove prolifera la Culex pipiens

La zanzara utilizza soprattutto canali e canalette di piccole e piccolissime dimensioni (irrigazione, scolo stradale, ecc.) come siti larvali.

Indicazioni ai Comuni

Si raccomanda di censire e georeferenziare i corpi idrici minori e di programmare trattamenti larvicidi periodici dove è presente acqua, anche in quantità minime. Per i centri abitati, i trattamenti dovrebbero coprire l’area urbana e una fascia di 2 km oltre il perimetro delle abitazioni più esterne.

Attenzione clinica

Ai medici del Lazio, in particolare nelle Asl interessate, si raccomanda massima vigilanza sui casi invasivi neurologici: valutazione tempestiva di febbri protratte in persone a rischio e inclusione del West Nile nella diagnosi differenziale di encefaliti, meningiti a liquor limpido, poliradicoloneuriti (simil Guillain-Barré) e paralisi flaccide acute.

Trasmissione e prevenzione

Il West Nile virus è trasmesso dalle zanzare e non si diffonde da persona a persona. L’infezione nell’uomo avviene occasionalmente tramite puntura: l’essere umano non contagia altre zanzare né altre persone. L’arma più efficace resta la prevenzione individuale: proteggersi dalle punture e ridurre i possibili focolai larvali nelle aree private e pubbliche.


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