Bonus Trasporto Pubblico, in quale fermata si è bloccato?

da | 28 Mar 2023 | Mobilità-Viaggi

Trasporti, Assoutenti: ogni giorno 5,4 milioni di italiani usano bus, metro e treni per andare a scuola o a lavoro, ma del bonus trasporti ancora nessuna traccia.

 

Sulla scomparsa del “Bonus Trasporti” farebbe bene ad indagare la trasmissione “Chi l’ha visto”.

Dell’incentivo da 60 euro varato dal Governo per l’acquisto di un abbonamento ai mezzi pubblici o al trasporto ferroviario non c’è infatti alcuna traccia, nonostante l’apposito decreto attuativo interministeriale doveva arrivare già lo scorso 14 febbraio.

La denuncia arriva oggi da Assoutenti, che sollecita il Governo ad attivarsi tempestivamente per rispettare le promesse fatte ai cittadini e snocciola oggi i numeri relativi al settore.

In base agli ultimi dati Istat, ogni giorno in Italia 26,8 milioni di italiani usano mezzi di trasporto per recarsi a scuola o a lavoro, il 45,4% della popolazione residente – analizza Assoutenti – Di questi 5,4 milioni fanno ricorso al trasporto pubblico: 1,2 milioni usano il treno, 1,9 milioni tram e bus, 807mila la metro e 1,5 milioni pullman o corriere.

La regione dove si ricorre di più al trasporto pubblico per raggiungere scuola o il luogo di lavoro è la Lombardia, 1.025.000 persone al giorno, seguita dal Lazio, con 773mila spostamenti.

“A fronte di tali numeri imponenti ancora non si sa nulla del Bonus Trasporti che, pur essendo un incentivo di piccolo importo e riservato ai cittadini con Isee inferiore ai 20mila euro, potrebbe rappresentare un aiuto per le fasce meno abbienti o i nuclei numerosi – afferma il presidente Furio Truzzi – E se anche il ritardo del decreto dovesse compensarsi con una maggiore durata della vigenza dello sconto, per una famiglia numerosa e con reddito basso non è certo la stessa cosa potersene avvalere in estate, con le scuole chiuse e i figli in casa.

Ci auguriamo che la questione venga immediatamente risolta raddoppiando lo sconto per i mesi di aprile e maggio. Per il bene di una mobilità concretamente più sostenibile e per la credibilità della politica” – conclude Truzzi.

Autore: Redazione